| Ultimo aggiornamento 21/11/2005 09.04.00 |
20-11-2005 – La radio conquista gli italiani – Sono sempre più numerosi gli italiani che ascoltano la radio. A rivelarlo con indiscussa autorevolezza è una recente ricerca realizzata da Astra – nota società presieduta dal sociologo Enrico Finzi – per conto di Audiradio. Basata su più di duemila interviste rivolte ad un campione rappresentativo della popolazione con un’età dai quindici anni in su, l’analisi ha indagato sull’odierno rapporto degli oltre trentasette milioni di ascoltatori italiani con un mezzo che, come opportunamente ha detto il presidente di Audiradio Felice Lioy, “suscita generale simpatia”. Si tratta, indubbiamente, di un rapporto assai positivo, che conferma (ancora una volta) la mai sopita attitudine di un mezzo straordinario come la radio ad attrarre ascolti, regalando altresì una vasta gamma di emozioni (come confermato proprio dalla maggior parte degli intervistati). Secondo quanto emerso dalla ricerca in questione, infatti, l’interesse per il mezzo radiofonico riguarderebbe quotidianamente, come già accennato, più di trentasette milioni di italiani (ben otto italiani su dieci). L’ascolto della radio, per la precisione, risulterebbe particolarmente gradito in casa (72%), in auto (63%), in viaggio (48%), al lavoro (23% con picchi che raggiungono addirittura il 90% per determinate categorie professionali come artigiani e commercianti), durante le attività sportive (13%), mentre si studia (12%) e persino a scuola (2%). Molti degli interpellati (corrispondenti al 16% del campione), poi, hanno dichiarato di ascoltarla proprio dappertutto. Per numerosi italiani, inoltre, la radio rappresenterebbe anzitutto un'amica in grado di offrire compagnia (85%), divertimento (72%) e distrazione (63%), suscitando, nel contempo, sentimenti di allegria (78%), di gioia (75%), e ricordi (57%). In più, l’ascolto della radio favorirebbe la riflessione (55%) e stimolerebbe la fantasia (54%). Molto sentito anche il ruolo informativo (77%). Un particolare curioso: per più della metà del campione utilizzato la radio avrebbe anche il potere di calmare (59%), assurgendo quasi al rango di antidepressivo (52%). Premiato, nondimeno, (dal 49% del campione) il costante processo di rinnovamento che, soprattutto negli ultimi anni, ha coinvolto diverse emittenti radiofoniche, per la verità non soltanto locali, nonchè l’ampia possibilità di scelta, dato il gran numero di stazioni attive (considerato positivamente dal 62%). Decisamente apprezzate anche la qualità dell’informazione, considerata da molti (54%) meno ansiogena di quella televisiva, e la pubblicità (quest’ultima piace al 77% degli ascoltatori, anche se il 47% lamenta l’affollamento esagerato di alcune emittenti, il 36% desidererebbe che vi fossero meno annunci stupidi o irritanti ed il 25% la preferirebbe meno gridata). La radio, infine, rappresenta per tre ascoltatori su quattro (77%) un importante strumento di libertà: poco invadente, permette al fruitore dei programmi di fare altre cose contemporaneamente, senza perdere alcun aspetto fondamentale del messaggio diffuso (a differenza di quanto, solitamente, accade guardando la tv). Intanto Lioy, commentando i dati emersi dalla ricerca Astra, ha affermato che la medesima può essere considerata la prima di una lunga serie di iniziative (si parla già di una campagna istituzionale a favore della radiofonia) che Audiradio promuoverà nei prossimi mesi per accrescere l’importanza del mezzo in Italia. (Vito Scelsi per NL)
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